Quale futuro per Sesto San Giovanni?

Giovedì 23 luglio il Consiglio comunale ha discusso il Documento Unico di Programmazione (DUP), uno strumento fondamentale per il presente e il futuro della città. Nel nostro intervento in Consiglio comunale abbiamo espresso le nostre criticità e la necessità di un’alternativa reale capace di lasciare spazio alla solidarietà e alla partecipazione.

Associazioni e comunità: una città svuotata

Spazi pubblici sottratti, panchine rimosse, giardini inutilizzati, associazioni cacciate dalle loro sedi senza preavviso e senza alternative. A Sesto San Giovanni, le scelte dell’amministrazione Di Stefano stanno impoverendo il tessuto sociale della città, quartiere dopo quartiere. Cosa si perde quando si toglie spazio alla comunità? Cosa serve per invertire la rotta.

L’alternativa necessaria a un modello che non funziona

Una città svuotata è una città che non ha prospettive, è una comunità privata della speranza e del futuro. Non è questa la Sesto San Giovanni che vogliamo, e il modello che ci viene proposto non funziona. Dobbiamo ripartire dall’ascolto, dalla solidarietà e dalla cura del territorio, per una città più giusta e attraversabile da tutte le persone.

Una città viva è una città più sicura

Nella nostra città molti sono gli episodi di aggressioni e violenze. Non è solo un problema di ordine pubblico, si tratta di un’enorme questione sociale. Dobbiamo restituire spazi a cittadini e cittadine, per tornare a far vivere la nostra città. Perché puntare sulle scuole di comunità e su nuovi patti di collaborazione? Ripartiamo da una città sicura perché più viva.

Una città senza…

Serve capire a fondo i problemi che attraversano le città, cogliere le necessità e intervenire con intelligenza per migliorare il presente e contemporaneamente agire sul futuro. Occorre farlo senza slogan ma con concretezza, insieme ai suoi abitanti e alle realtà presenti in città. In pratica, è necessario governarle! Sesto San Giovanni però è una città senza…..