1% equo: per un paese più giusto che investa nel futuro

Il nostro paese soffre da tempo di una cronica incapacità di programmare il proprio futuro e garantire servizi all’altezza dei bisogni reali delle persone. Una delle cause è la difficoltà di reperire risorse per investimenti strutturali in sanità, istruzione, welfare e infrastrutture, in un sistema fiscale sempre più iniquo per i ceti medi e meno abbienti.
La campagna 1%EQUO va nella direzione giusta: una norma di semplice equità per riequilibrare la bilancia fiscale e aprire spazi per investire sul futuro del paese.
Come Città in Comune sosteniamo questa proposta e invitiamo tutta la cittadinanza a firmare.

Associazioni e comunità: una città svuotata

Spazi pubblici sottratti, panchine rimosse, giardini inutilizzati, associazioni cacciate dalle loro sedi senza preavviso e senza alternative. A Sesto San Giovanni, le scelte dell’amministrazione Di Stefano stanno impoverendo il tessuto sociale della città, quartiere dopo quartiere. Cosa si perde quando si toglie spazio alla comunità? Cosa serve per invertire la rotta.

L’alternativa necessaria a un modello che non funziona

Una città svuotata è una città che non ha prospettive, è una comunità privata della speranza e del futuro. Non è questa la Sesto San Giovanni che vogliamo, e il modello che ci viene proposto non funziona. Dobbiamo ripartire dall’ascolto, dalla solidarietà e dalla cura del territorio, per una città più giusta e attraversabile da tutte le persone.

Una città viva è una città più sicura

Nella nostra città molti sono gli episodi di aggressioni e violenze. Non è solo un problema di ordine pubblico, si tratta di un’enorme questione sociale. Dobbiamo restituire spazi a cittadini e cittadine, per tornare a far vivere la nostra città. Perché puntare sulle scuole di comunità e su nuovi patti di collaborazione? Ripartiamo da una città sicura perché più viva.

Cinque sì: oltre le ragioni del voto

Dopo mesi di rumorosissimo silenzio, siamo arrivati a poche ore dall’apertura dei seggi. Al netto del contenuto dei quesiti referendari, vogliamo insistere sull’importanza politica di questo voto e sul motivo per cui tutte e tutti dobbiamo sentirci coinvolti: si tratta di una grande possibilità per aprire una nuova stagione di partecipazione democratica, per una società più giusta in cui il lavoro sia uno dei cardini su cui fondare la nostra Repubblica.

Più partecipazione e meno cemento per una città a misura di tutte e tutti

Dopo aver proseguito una gestione proprietaria della città, con la riduzione degli spazi di democrazia e senza alcun reale coinvolgimento, oggi il Sindaco Di Stefano si appella alla collaborazione delle altre forze politiche. La richiesta è chiaramente strumentale ed è la risposta ad un momento di grande difficoltà dell’Amministrazione, incapace di governare la città.