Cinque sì: oltre le ragioni del voto

Dopo mesi di rumorosissimo silenzio, siamo arrivati a poche ore dall’apertura dei seggi. Al netto del contenuto dei quesiti referendari, vogliamo insistere sull’importanza politica di questo voto e sul motivo per cui tutte e tutti dobbiamo sentirci coinvolti: si tratta di una grande possibilità per aprire una nuova stagione di partecipazione democratica, per una società più giusta in cui il lavoro sia uno dei cardini su cui fondare la nostra Repubblica.

Sgomberi o diritto all’abitare? Facciamo chiarezza!

Mercoledì 31 luglio l’Amministrazione Comunale di Sesto San Giovanni ha deciso di sgomberare gli inquilini della Casa Albergo di via Fogagnolo 29, che fino a quel momento era una struttura che offriva un tetto e un riparo a tante persone con fragilità. Facciamo chiarezza sulla vicenda.

Quale futuro per Sesto San Giovanni?

Giovedì 23 luglio il Consiglio comunale ha discusso il Documento Unico di Programmazione (DUP), uno strumento fondamentale per il presente e il futuro della città. Nel nostro intervento in Consiglio comunale abbiamo espresso le nostre criticità e la necessità di un’alternativa reale capace di lasciare spazio alla solidarietà e alla partecipazione.

Comunità Energetiche Rinnovabili: le città alla prova della crisi climatica

La transizione energetica è una delle risposte più concrete alla crisi climatica, e le Comunità Energetiche Rinnovabili sono uno strumento prezioso per renderla reale a livello locale: abbassano le bollette, riducono le disuguaglianze e aumentano l’autonomia energetica della città. Il Comune di Sesto ha avviato il percorso sulla carta, ma a un anno e mezzo dall’approvazione della delibera non ha condiviso nulla con il Consiglio e la città. Il tempo stringe: gli incentivi nazionali scadono nel 2027 e ogni mese perso è un’occasione mancata. Come Città in Comune insisteremo sulla questione, perché la crisi climatica si affronta anche con scelte politiche locali coraggiose e trasparenti.

1% equo: per un paese più giusto che investa nel futuro

Il nostro paese soffre da tempo di una cronica incapacità di programmare il proprio futuro e garantire servizi all’altezza dei bisogni reali delle persone. Una delle cause è la difficoltà di reperire risorse per investimenti strutturali in sanità, istruzione, welfare e infrastrutture, in un sistema fiscale sempre più iniquo per i ceti medi e meno abbienti.
La campagna 1%EQUO va nella direzione giusta: una norma di semplice equità per riequilibrare la bilancia fiscale e aprire spazi per investire sul futuro del paese.
Come Città in Comune sosteniamo questa proposta e invitiamo tutta la cittadinanza a firmare.

Associazioni e comunità: una città svuotata

Spazi pubblici sottratti, panchine rimosse, giardini inutilizzati, associazioni cacciate dalle loro sedi senza preavviso e senza alternative. A Sesto San Giovanni, le scelte dell’amministrazione Di Stefano stanno impoverendo il tessuto sociale della città, quartiere dopo quartiere. Cosa si perde quando si toglie spazio alla comunità? Cosa serve per invertire la rotta.

Un voto oltre alla riforma

Il 22 e 23 marzo siamo chiamati a votare per un referendum costituzionale che va ad intaccare l’equilibrio tra i poteri. Non si tratta di una questione solamente tecnica, ma ha un valore politico ben preciso che si inserisce in un progetto di radicale stravolgimento della Costituzione e della democrazia. Condividiamo una riflessione sul rischio di ulteriori forzature, in un senso autoritario e repressivo.

Una riforma poco costituzionale

Il 22 e il 23 marzo saremo chiamati a votare per esprimerci su una riforma costituzionale che impatta sulla giustizia e sull’equilibrio tra i poteri. Abbiamo scritto a questo proposito alcune riflessioni e condividiamo alcune delle ragioni che ci spingono a votare no.

Una città che esclude: Sesto San Giovanni, gli studentati e la crisi dell’abitare

Sesto San Giovanni si sta trasformando in una città sempre più escludente. Si annunciano progetti ambiziosi, ma i costi delle case e degli affitti diventano sempre più inaccessibili, e mentre il costo della vita aumenta gli stipendi sono sempre bassi e le condizioni lavorative peggiorano. Vogliamo una città diversa, vogliamo costruire un’alternativa.