Una città che esclude: Sesto San Giovanni, gli studentati e la crisi dell’abitare

Sesto San Giovanni si sta trasformando in una città sempre più escludente. Si annunciano progetti ambiziosi, ma i costi delle case e degli affitti diventano sempre più inaccessibili, e mentre il costo della vita aumenta gli stipendi sono sempre bassi e le condizioni lavorative peggiorano. Vogliamo una città diversa, vogliamo costruire un'alternativa.

Sesto San Giovanni si sta trasformando in una città sempre più escludente, mentre si moltiplicano i cantieri e si annunciano progetti ambiziosi, senza dare alcuna risposta ai problemi della città. La crisi sociale che attraversa il paese e la nostra città è anche e soprattutto crisi dell’abitare, risultato di un modello di sviluppo insostenibile: con stipendi sempre più bassi e costi sempre più alti le persone faticano a permettersi una casa e a pagare un affitto. Giovani, studenti, famiglie, lavoratrici e lavoratori incontrano ostacoli spesso insormontabili, in una città che si sta purtroppo trasformando nella periferia dormitorio di Milano.

Ultimamente si sente tanto parlare della realizzazione di studentati che accolgano universitari che vengono a studiare a Milano, nelle aree ex Falck e al posto del palazzo Magneti Marelli.Si potrebbe pensare ad alloggi a prezzi contenuti e accessibili, per rispondere alle esigenze della formazione universitaria e che aiutino anche a contenere un minimo i prezzi degli affitti. Invece, a parte una quota irrisoria a costi calmierati si parla di cifre per una stanza che vanno dagli almeno 700/800 euro al mese fino a oltre i mille euro, inaccessibili per la maggior parte degli studenti e delle studentesse. Allo stesso modo, questa estate era circolata l’ipotesi di case in vendita ad un prezzo “calmierato” di 4200€/mq, una cifra che è stata ritenuta eccessiva anche dalla stessa Giunta che ha chiesto di rivederla.

Preoccupa l’atteggiamento dell’Amministrazione comunale e in particolare dell’Assessore all’Urbanistica, che sembra mostrare maggiore sensibilità verso gli interessi dei costruttori piuttosto che verso le esigenze di chi deve abitare in questa città. I progetti approvati continuano a privilegiare residenze di fascia alta, con servizi esclusivi e rendite elevate, mentre le soluzioni realmente accessibili sono marginali o simboliche. Del diritto all’abitare e del diritto allo studio si è persa la traccia.

La pianificazione urbana dovrebbe essere uno strumento di equità e giustizia sociale, per rendere la città accessibile a tutte e tutti, non di speculazione. Eppure, le scelte recenti sembrano andare nella direzione opposta. La rigenerazione urbana di Sesto ha attratto fondi e investitori privati, che puntano su residenze di lusso con palestre, cinema, terrazze panoramiche. Ma mentre si costruiscono torri scintillanti, le persone non possono permettersi una casa, e gli studenti si ritrovano a competere con il mercato degli affitti brevi e turistici, che spinge i prezzi verso l’alto ed esclude chi ha meno risorse.

Vogliono una città accessibile solo ai più ricchi.

Come lista civica “Città in Comune”, crediamo invece che Sesto debba tornare a essere una città per tutte e tutti, con progetti e servizi a misura dei suoi cittadini. Chiediamo più trasparenza sui progetti abitativi, maggiore accessibilità economica e un piano urbanistico che metta al centro il diritto all’abitare, non il profitto. Vogliamo una città diversa, vogliamo costruire un’alternativa reale.