Più partecipazione e meno cemento per una città a misura di tutte e tutti

Dopo aver proseguito una gestione proprietaria della città, con la riduzione degli spazi di democrazia e senza alcun reale coinvolgimento, oggi il Sindaco Di Stefano si appella alla collaborazione delle altre forze politiche. La richiesta è chiaramente strumentale ed è la risposta ad un momento di grande difficoltà dell'Amministrazione, incapace di governare la città.

Negli ultimi decenni Sesto San Giovanni è stata al centro di grandi e profonde trasformazioni. L’eredità dell’industrializzazione che per molto tempo ha caratterizzato il paesaggio e il tessuto economico della nostra città ha costituito e costituisce ancora oggi una sfida di enorme portata. Il progetto maturato e definito in tanti anni della riqualificazione di quell’area (su tutto, il quello della Città della Salute), pur con molti limiti, è la risposta che è stata trovata. Il rischio che rimanesse un investimento finanziario c’è sempre stato, e proprio per questo era ed è fondamentale impegnarsi affinchè alla città fosse restituito un pezzo di territorio.

Ulteriori profondi cambiamenti hanno segnato la nostra città negli ultimi anni, che hanno visto un generale peggioramento delle condizioni di vita: inflazione crescente, lavori precari, stipendi sempre più bassi e costi delle case sempre più alti, servizi sempre più inaccessibili. Oltre a ciò la crisi climatica continua a pesare sul nostro pianeta e l’inquinamento è un problema sempre più grave e nocivo per la nostra salute. Dobbiamo essere consapevoli della portata delle questioni in campo e di quanto stia cambiando e cambierà ancora la nostra città, non soltanto in termini sociali ed economici, ma anche dal punto di vista urbanistico: le aree ex Falck e la gestione dei rifiuti costituiscono da questo punto di vista due elementi chiave.

Oggi alla nuova proprietà di MilanoSesto non è più sufficiente il milione di metri cubi di superficie già concessi, chiede più volumetrie e meno oneri per bonifiche e opere pubbliche con una drastica riduzione della superficie del parco urbano. Come Città in Comune abbiamo avanzato una richiesta di accesso agli atti per capire quali siano ad oggi i rapporti con la proprietà dell’area. Sembra però che anche a questa Amministrazione, che chiude le porte ai poveri e le apre ai costruttori, questa nuova colata di cemento pare eccessiva. Dopo aver proseguito una gestione proprietaria della città, con la riduzione degli spazi di democrazia e senza alcun reale coinvolgimento, oggi il Sindaco Di Stefano si appella alla collaborazione delle altre forze politiche.

La richiesta è chiaramente strumentale ed è la risposta ad un momento di grande difficoltà dell’Amministrazione, incapace di governare la città. Abbiamo sempre sostenuto l’importanza della partecipazione e il coinvolgimento di cittadini e cittadine, e crediamo che a fronte di queste sfide ciò sia necessario. Noi ci siamo sempre stati e ci siamo, ma questo non può costituire la foglia di fico per coprire l’assenza di progettualità politica dell’amministrazione. Condividiamo per questo la proposta avanzata dal Movimento 5 Stelle di un Consiglio Comunale aperto, e ribadiamo l’impegno di Città in Comune accanto alle altre forze di opposizione per una città più solidale, inclusiva ed ecologica, vicina ai bisogni di cittadine e cittadini.