Una sola piscina coperta in città, anzi no, nemmeno più quella.
Cosa è successo?
Nella piscina coperta di Via Saint Denis di Sesto San Giovanni, durante il normale orario di apertura, mentre in vasca c’erano alcuni bagnanti, si sono avvertiti dei rumori e dei boati, fin quando non si è visto il fondo sollevarsi e al centro della piscina l’acqua faceva le bolle. Questo è quanto riportano alcune testimonianze sui social. Nessuno si è fatto male, per fortuna, ma non deve essere stata una bella esperienza.
E adesso?
In attesa che l’amministrazione si attrezzi per informarci sulla situazione e come rimedia alla mancanza di un altro impianto sportivo in città, la piscina è oggi inagibile e quindi chiusa alla cittadinanza.
Dove eravamo rimasti.
Inaugurata alla fine di gennaio 2022, è stata la prima interessata al piano generale di riqualificazione delle piscine coperte comunali che comprendeva anche la piscina Olimpia in via Marzabotto e che prevedeva costi per 7 milioni di euro, ripartiti tra Regione Lombardia e il soggetto aggiudicatario della concessione con un project financing.
Le due piscine erano state concesse ad un operatore privato per 35 anni, il quale ha portato a termine la riqualificazione della piscina De Gregorio, ma a causa dell’inflazione non è riuscito a farsi carico del cantiere Olimpia. L’amministrazione quindi a marzo 2023 ha approvato la procedura di riequilibrio economico relativa alla concessione della progettazione, della riqualificazione e della gestione delle piscine De Gregorio e Olimpia, e con risorse proprie riportando a se la gestione della piscina Olimpia. Una ristrutturazione ripartita a fine 2025, ad oggi non ancora conclusa.
Se quelli di prima …
In passato, le amministrazioni che oggi vengono spesso additate come responsabili di una città in ginocchio, avevano costruito la città con una visione chiara: lo sport doveva essere accessibile a tutti, come strumento di benessere, crescita e socialità.
Così Sesto San Giovanni era stata dotata di tre piscine pubbliche, di campi da calcio e da tennis, un campo di atletica, un palazzetto dello sport e del ghiaccio, un campo da rugby e altri impianti. A questi si aggiungevano le palestre scolastiche aperte alla cittadinanza al di fuori dell’orario delle lezioni. Impianti pubblici, al servizio della città, che hanno permesso a migliaia di cittadini, sestesi e non, di praticare sport a tutti i livelli.
Quegli impianti non potevano restare immutati nel tempo. La manutenzione era necessaria e andava certo programmata, finanziata e “amministrata”, ma con lungimiranza e senza improvvisare.
Città europea dello sport(?)
Oggi, dopo quasi dieci anni di governo, la domanda è inevitabile: quale visione di città europea dello sport ci consegna questa amministrazione?
Il bilancio è impietoso: nessuna crescita, nessun nuovo impianto, nessuno sviluppo. Alcune strutture sono state lasciate a sé stesse, mentre una scelta sembra prevalere su tutte: consegnare tutto alla gestione privata, come se fosse sempre e comunque la soluzione migliore. Così è stato per le piscine e per il centro sportivo di via General Cantore ad esempio.
Nel PGT compare l’ipotesi progettuale di una fantomatica “Cittadella dello sport” nell’area di via Fratelli Bandiera. Ogni tanto riemerge anche l’idea di un nuovo palazzetto dello sport da costruirsi in quello spazio. Ci auguriamo che, in questo ultimo scorcio di legislatura, non si scelga di mettere mano a una delle vere eccellenze sportive della città quale è il campo di atletica Dordoni, sostituendolo con altro. La priorità dovrebbe essere un’altra, concreta e urgente: trovare le risorse e le condizioni per rifare la pista, che necessita da tempo di un serio intervento di riqualificazione.
Il risultato è sotto gli occhi di tutti: una piscina vera trasformata in un lido per pochi, impianti chiusi e una gestione che sembra mettere il profitto prima dell’interesse pubblico.
Cosa proponiamo noi?
Il project financing non è uno strumento sbagliato in sé. La differenza la fanno le regole, i limiti, gli obiettivi e i controlli. Soprattutto, la fa l’obiettivo politico e amministrativo: tutelare davvero il bene pubblico oppure usare le opere come strumenti di propaganda?
Intendiamo:
-analizzare puntualmente i bisogni in termini di strutture per lo svolgimento di attività sportiva
-potenziare il numero di strutture e ipotizzare interventi di manutenzione programmata
identificare nuovi luoghi per la creazione di aree verdi dedicati alle attività all’aria aperta da attrezzare per basket, calcio, allenamento funzionale etc.
-dare sostegno, supporto e considerazione a tutte le società sportive attive nella nostra città, spesso sostenute dal lavoro spontaneo di tanti volontari, da sempre la spina dorsale di tutto il mondo sportivo.
-potenziare l’Ufficio dello Sport affinché eserciti la propria funzione di aiuto alle associazioni e ai cittadini, in grado anche di coordinare attività di più ampio respiro (promozione degli sport mancanti sul territorio, campus multidisciplinari, reperimento di fondi e finanziamenti pubblici, eventi sportivi, ecc.).
