Rifiuti e ambiente: un’intervista sulla gestione dei nostri territori

Gestione dei rifiuti, qualità dell'aria, ambiente. La nostra città sta cambiando e cambierà ancora, e le sfide sono molte. Per capire qualcosa in più di quello che succede a Sesto San Giovanni e per alcune spiegazioni tecniche abbiamo chiesto a Massimo Bruccoleri, rappresentante dell'associazione DireFareDare all'interno del RAB che si occupa di monitorare l’attività della biopiattaforma di Sesto San Giovanni e più in generale la gestione dei rifiuti.

Per capire qualcosa in più di quello che succede nella nostra città abbiamo chiesto a Massimo Bruccoleri, rappresentante dell’associazione DireFareDare all’interno del RAB che si occupa di monitorare l’attività della biopiattaforma di Sesto San Giovanni e più in generale la gestione dei rifiuti.

Iniziamo dalle basi: chi sei e cosa fai nella vita?

Sono principalmente un papà sestese, trasferito a Sesto da Milano, e da sempre il mio impegno è stato rivolto alla comunità, in particolare nel mondo della scuola. Partecipo attivamente ai comitati dei nidi e delle scuole sestesi, oltre a far parte della commissione mensa, cercando di dare il mio contributo nel tentativo di migliorare i servizi offerti ai bambini e alle famiglie. Nel tempo, questo impegno si è ampliato, portandomi a collaborare per affrontare le sfide e le opportunità che riguardano la nostra città.

Dal punto di vista professionale, ho maturato esperienza nel settore degli impianti industriali, un ambito che mi ha permesso di sviluppare una visione tecnica e pratica sul funzionamento di strutture complesse. Proprio per questo motivo ritengo fondamentale approfondire la conoscenza e il monitoraggio dell’impianto in questione, con particolare attenzione all’impatto che esso ha – e potrebbe avere in futuro – sul territorio sestese. La sua gestione, la sostenibilità ambientale e le possibili ricadute sulla qualità della vita dei cittadini sono aspetti che meritano un’attenzione costante e un confronto aperto con la comunità.

Che cos’è la BioPiattaforma e dove si trova?

È un progetto industriale che si trova in Via Manin a Sesto San Giovanni. È promosso dal Gruppo Cap, azienda interamente pubblica che gestisce il sistema idrico della Città Metropolitana di Milano, e CORE, oggi trasformata in ZERO-C azienda interamente pubblica le cui quote erano distribuite tra CAP e i comuni di Sesto San Giovanni, Pioltello, Cologno Monzese, Cinisello Balsamo, Segrate e Cormano.

La BioPiattaforma una volta ultimata avrà due linee produttive: la linea FANGHI e la linea FORSU.

LINEA FANGHI: verranno bruciati fanghi derivanti dalla depurazione delle acque prodotti dai depuratori del Gruppo CAP. Il termo impianto tratterà 65.000 tonnellate/anno di fanghi umidi generando 11.120 MWh/anno di calore per il teleriscaldamento e fosforo come fertilizzante. L’impianto è ancora in costruzione, si prevede la fine dei lavori entro il 2025 e la messa in funzione nel 2026.
LINEA FORSU: l’impianto prevede una linea produttiva che può trattare fino a 30.000 tonnellate/anno di rifiuti umidi (FORSU) per la produzione di biometano. Questa è la linea già in attività. 

Che cos’è il RAB, da chi è composto e di cosa si occupa?

Residential Advisory Board, da cui l’acronimo R.A.B., può essere tradotto con Consiglio Consultivo della Comunità. Ha l’obiettivo di monitorare l’attività e l’impatto ambientale della nuova BioPiattaforma.  

Costituitosi nel settembre 2020, ne fanno parte i rappresentanti delle amministrazioni comunali dei comuni soci di Zero-C, le aziende CAP e ZERO-C e la Consulta dell’Ambiente di Sesto San Giovanni quali membri permanenti del RAB. Allo stesso modo, sono membri permanenti del RAB l’Associazione Sottocorno e il Comitato Cascina Gatti, in quanto si tratta di gruppi storicamente molto radicati che rappresentano i residenti dei quartieri su cui maggiormente impatterà l’impianto.

Oltre ai membri permanenti, fanno parte del RAB altre quattro associazioni o comitati del territorio. Queste associazioni vengono scelte sulla base delle candidature spontanee ogni 3 anni, quando il RAB si rinnova.

Complessivamente, quindi, il Comitato di controllo è composto da sedici elementi, di cui:
• Otto in rappresentanza della realtà associative del territorio.
• Otto in rappresentanza delle Amministrazioni Comunali e delle Aziende.

La composizione del RAB è stata rinnovata a gennaio 2024. 

Come funziona?

Si riunisce periodicamente, il Presidente è Cesare Seregni del Comitato Cascina Gatti e sarà rinnovato nel dicembre 2026. 

Il RAB ha a disposizione un finanziamento annuo versato da CAP pari a circa 45.000 €, fondi che, se non vengono spesi, vengono restituiti (nel 2024 non sono stati utilizzati circa 20.000 € di quelli a disposizione). Per il 2025 si è definito di utilizzare parte di questi fondi per una diffusa campagna di informazione per cittadini e cittadine sulla raccolta differenziata e per eseguire delle piantumazioni di alberi e arbusti nei pressi della BioPiattaforma, molto importanti per la loro funzione di trattenere particelle inquinanti e odorifere.

Perché è importante?

È un organismo di controllo con cui viene garantita la partecipazione dei comitati e delle associazioni, in pratica dei cittadini e cittadine che attraverso il RAB possono intervenire, proporre e valutare tutte le attività legate alla BioPiattaforma e alla gestione dei rifiuti. 

Ad esempio su esplicita richiesta del RAB, sono state installate 5 centraline fisse nei Comuni di Cologno Monzese e Sesto San Giovanni per tenere monitorati i principali dati ambientali e atmosferici. Si tratta di un monitoraggio, definito insieme al RAB dopo un controllo fatto con una centralina mobile e uno studio di simulazione della dispersione degli inquinanti anche in caso di bassa pressione atmosferica, utile per dare una prima indicazione rispetto alla qualità dell’aria nell’area limitrofa alla BioPiattaforma. 

I dati sono visibili nel sito di RAB e posso dire che la situazione della qualità dell’aria è già oggi abbastanza allarmante per gli alti livelli di inquinanti derivanti soprattutto dal traffico.

Più recentemente il R.A.B. ha chiesto al comune di Sesto S.G., di Cologno M.se e all’ATS un incontro per verificare la possibilità di avviare un’indagine epidemiologica nei territori coinvolti dall’attività della BioPiattaforma. 

Quali sono le questioni più importanti oggi per la nostra città e il nostro territorio?

In primo luogo la gestione delle attività legate al trattamento del rifiuto umido (linea FORSU) che come dicevamo è già attivo e che ad esempio qualche problema lo ha già creato con la questione degli odori. Come RAB abbiamo sollecitato ed ottenuto una serie di interventi tecnici per cercare di risolvere questo problema. Per l’anno 2025 si prevedono conferimenti per circa 30.000 tonnellate – saturando la capacità produttiva dell’impianto – a seguito dell’aggiudicazione di alcune gare di appalto e/o proroghe contrattuali a fronte di procedure in corso. Attualmente l’accesso giornaliero dei camion si attesta attorno ai 34.

Uno degli enormi problemi ancora aperti è la definizione del percorso che devono fare i camion che conferiscono la FORSU oggi e che prossimamente conferiranno i fanghi degli impianti di depurazione all’inceneritore, e che rischiano di peggiorare ulteriormente il traffico già congestionato nelle strade vicine alla tangenziale. 

L’altra questione rilevante è la situazione dell’inquinamento dell’aria che deve essere affrontata con un intervento complessivo e strutturale e che naturalmente riguarda tutta la città e non solo le zone limitrofe alla BioPiattaforma. 

Infine sicuramente importante è seguire il lavoro legato alle piantumazioni degli alberi da un lato e la chiusura dei lavori per terminare la pista ciclabile che dovrebbe proseguire nel territorio del comune di Milano.

Quale ruolo possiamo svolgere noi?

Sul percorso che i camion devono seguire va fatta una pressione precisa nei confronti del Comune. È stato chiesto dal RAB al comune di Sesto di definire il percorso. Il sig. Bonato, rappresentate del comune di Sesto S.G. nel Rab, ha fatto sapere che lo scorso 25 febbraio si è tenuta una riunione sulla questione, dove il Comune ha risposto che per una serie di “cavilli” burocratici non possono dare un’indicazione precisa per i camion che portano i rifiuti dell’umido, anche se lo possono consigliare, mentre per i futuri conferimenti dei fanghi ciò sarà possibile, ma ancora non sappiamo quale indicazioni saranno date. 

Tutto ciò si collega strettamente con la questione dell’inquinamento che emerge dalle rilevazioni delle centraline. In tema di traffico e inquinamento va portato avanti un lavoro di informazione e sensibilizzazione dei cittadini. Con loro e con l’amministrazione comunale vanno studiate ed individuate le scelte che aiutino a migliorare la qualità dell’aria e la viabilità della città per tutte e tutti.

Ringraziamo Massimo Bruccoleri per la sua disponibilità!

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